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Con il termine “intelligence” si intende quella complessa attività di leggere in maniera penetrante la realtà, di comprendere e prevedere i processi che ci circondano individuando le minacce e tutte le possibilità per eliminarle.
La caratteristica dell’intelligence è quella di tutelare gli interessi di qualcuno fornendo informazioni utili che devono essere tenute in debito conto da chi deve decidere; si estrinseca con la ricerca e la raccolta di dati, la valutazione delle fonti e delle informazioni, l’analisi comparativa di quanto disponibile e la formulazione di ipotesi: si attua con una procedura che, attraverso la raccolta, la valutazione e l’analisi delle informazioni, consente di dare un significato all’insieme delle informazioni raccolte. Deriva dal latino “intelligo”, “inter-legere” (scegliere, selezionare, discernere) ed è connesso con il termine greco “lego”: rappresenta un modo particolare di vedere, osservare, capire. Vedere oltre le apparenze dove non tutti vedono o vogliono vedere.
Nel nostro contesto sociale dove l’enorme massa di informazioni le rendono poco fruibili, un’analisi di intelligence ci permette di scartare il superfluo per concentrarci sull’essenziale: è fondamentale per poter prevenire fenomeni di pericolosità sociale.
Ma l’intelligence non permette soltanto di prevenire, ma anche di anticipare fenomeni ancora in fase embrionale tanto da mettere in atto validi elementi di contrasto.
Appare chiaro che oltre che a livello istituzionale, l’intelligence è particolarmente utile a livello industriale dove le minacce che si celano all’interno di un’azienda possono portare alla vanificazione di progetti e di obiettivi da raggiungere. Tutti i settori aziendali devono necessariamente essere sottoposti ad una buona analisi di intelligence che sappia valutare tutti gli indizi e le notizie di cui viene a conoscenza fornendo ai vertici informazioni vitali per il buon andamento aziendale.
La POLINVESTIGATIONS si pone come specialista nell’analisi di dati e notizie grazie ad un’esperienza maturata negli anni e ad una preparazione accademica metodologica che ricorre al “paradigma indiziario” affidandosi all’analisi degli aspetti apparentemente secondari e insignificanti, considerati invece come un mezzo per poter risalire da un piccolo fatto noto ad un importante fatto ignoto: è necessario capire quale tipo di interpretazione bisogna dare a relazioni effettivamente esistenti, ma che per essere correttamente interpretate devono essere inserite all’interno di un contesto esplicativo che non sia un elenco di fatti, notizie e numeri.
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